Micron Document
██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝


🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b

🔍 Search

¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯

Ludwig Wittgenstein
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
(inglese)

«He was perhaps the most perfect example I have ever known of genius as traditionally conceived, passionate, profound, intense, and dominating.

»

(italiano)

«Forse il più perfetto esempio di genio che abbia mai conosciuto: appassionato, profondo, intenso, e dominante.»

(Bertrand Russell, Autobiografia 1914-1944: in riferimento a Wittgenstein)

Ludwig Josef Johann Wittgenstein (AFI: [ˈluːtvɪç ˈjoːzɛf ˈjoːhan ˈvɪtɡn̩ʃtaɪn]; Vienna, 26 aprile 1889Cambridge, 29 aprile 1951) è stato un filosofo e logico austriaco, il cui ambito di studio era incentrato soprattutto sulla logica, sulla filosofia del linguaggio, della mente e della matematica,cite-ref-time-2-0[2] considerato - specialmente nel mondo accademico anglosassone - uno dei massimi pensatori del XX secolo.cite-ref-3[3]

(tedesco)

«Wovon man nicht sprechen kann, darüber muss man schweigen.»

(italiano)

«Su ciò di cui non si può parlare si deve tacere.

»

(Ludwig Wittgenstein, Tractatus logico-philosophicus, 7)

Il suo unico libro pubblicato in vita fu il mwggmwgwTractatus logico-philosophicus, dedicato alla memoria del suo amico mwhaDavid Pinsent, e la cui prefazione venne curata dal filosofo e scrittore mwhqBertrand Russell. La sua seconda opera, le mwhgmwhwRicerche filosofiche, così come la raccolta dei suoi appunti, lezioni, diari e lettere che costituiscono tutto il resto della sua vastissima opera, denominata nel complesso mwiail secondo Wittgenstein (per via della radicale riformulazione di gran parte del pensiero espresso nel suo mwiqTractatus), venne pubblicata soltanto dopo la sua morte.

Contents

Opere
Note

──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────

Biografia

«Le mie proposizioni illustrano così: colui che mi comprende, infine le riconosce insensate, se è salito per esse – su esse – oltre esse. (Egli deve, per così dire, gettar via la scala dopo che v'è salito).»

(Ludwig Wittgenstein, Tractatus logico-philosophicus, 6.54)

Wittgenstein nacque a mwlwVienna il 26 aprile 1889 da Karl Wittgenstein, un magnate dell'industria siderurgica dell'appena nata borghesia austriaca, e Leopoldine Kalmus. I nonni paterni, Hermann Christian e Fanny Wittgenstein, immigrati dalla mwmaSassonia, erano ebrei convertiti al mwmqprotestantesimo; sebbene la madre di Ludwig fosse, di famiglia, per metà ebraica, i giovani Wittgenstein vennero cresciuti, blandamente, nella fede mwmgcattolica. Entrambi i genitori, inoltre, erano appassionati di musica: Norman Malcolm afferma che mwmwJohannes Brahms fosse un intimo amico della famiglia.cite-ref-5[5] Il padre era anche un estimatore di mwoaRobert Schumann e di mwoqGustav Mahler.cite-ref-sololibri-net-6-0[6] Ludwig era il minore di cinque fratelli e tre sorelle. Studiò fino ai 14 anni privatamente, poi frequentò per tre anni la Realschule a mwpgLinzcite-ref-7[7], una scuola statale che oggi definiremmo a indirizzo tecnico-meccanico. Frequentò la stessa scuola di mwqwAdolf Hitler, coetaneo, ma due classi indietro; secondo mwraKimberley Cornish quest'episodio ricopre una complessa problematica politico-esistenziale insospettata,cite-ref-8[8] condizionando notevolmente l'mwsqantisemitismo di Hitler fin dalla prima infanzia.cite-ref-9[9]cite-ref-10[10]

Studiò ingegneria dal 1906 al 1908 a mwuwBerlino e dal 1908 al 1912 a mwvaManchestercite-ref-11[11], ma non si laureò (riuscì, tuttavia, a ottenere un brevetto di un motore per aereo). Benché fosse cresciuto a Vienna e avesse rivendicato per tutta la vita le proprie origini austriache, la fama di Wittgenstein è legata specificamente agli ambienti inglesi del mwwqTrinity College dell'mwwgUniversità di Cambridge, dove egli studiò (pare che si recò a Cambridge su consiglio di mwwwGottlob Frege al quale s'era rivolto pensando di studiare a mwxaJena) e collaborò subito attivamente con mwxqBertrand Russell, dal 1911 al 1914, e dove ritornò nel 1929 per continuare le sue ricerche. Dopo essersi isolato sui fiordi norvegesi per più d'un anno, vivendo in un eremo improvvisato che si costruì da solo presso mwxgSkjolden, allo scoppio della mwxwprima guerra mondiale s'arruolò volontario nell'mwyaesercito austro-ungarico come soldato semplice in fanteria, quindi successivamente venne promosso ufficiale di artiglieria: combatté sul mwyqfronte russo e su quello mwygitaliano (mwywaltopiano di Asiago), dove si guadagnò diverse onorificenze e medaglie al valore militare.

Venne infine imprigionato presso mwzqTrento nel 1918 e internato per qualche tempo a mwzgCassino in un campo di prigionia sito in prossimità della frazione Caira, per rientrare infine in Austria nel 1919 dove, influenzato dal cristianesimo di mwzwLev Tolstoj e in particolare da mwaaI Vangeli dell'autore russo, dicendo che il denaro corrompe si liberò della cospicua eredità paterna (il padre era morto nel 1913); tra gli altri, beneficiarono della sua generosità i poeti mwaqGeorg Trakl e mwagRainer Maria Rilke - e decise di vivere per sempre senza inutili orpelli, vestendo decorosamente, ma con estrema semplicità, tra pochi mobili essenziali e nessun oggetto che non fosse strettamente utile. I suoi primi scritti sono profondamente influenzati dai lavori sulla mwawlogica dello stesso Russell, di mwbaAlfred North Whitehead e del logico tedesco mwbqGottlob Frege, ma anche dalle opere di mwbgSchopenhauer e di mwbwMoore, oltre che, anche se in apparenza solo superficialmente, da mwcaNietzsche.

Appena pubblicato, il mwcgTractatus Logico-Philosophicus (il titolo peraltro gli era stato suggerito da Moore con l'evidente intenzione di rievocare il mwcwmwdaTractatus Theologico-Politicus di mwdqSpinoza), diventò punto di riferimento per il mwdgCircolo di Vienna al quale il filosofo austriaco non aveva mai aderito ufficialmente, pur frequentandolo, criticandone i fraintendimenti della sua opera. Il pensiero di Wittgenstein ha profondamente influenzato lo sviluppo della mwdwfilosofia analitica (in particolare la mweafilosofia del linguaggio, la mweqfilosofia della mente e la teoria dell'azione) e gli sviluppi recenti della cosiddetta mwewfilosofia continentale. La sua opera ha avuto una certa eco anche oltre la filosofia strettamente intesa, in campi quali la mwfateoria dell'informazione e la mwfqcibernetica, ma anche l'antropologia, la psicologia e altri settori delle scienze umane.

Wittgenstein è stato un pensatore anomalo per vari motivi (per la mwgwpersonalità e la condotta di vita particolare a tratti originale, mwhaanticonformista e schiva, l'avversione alla filosofia tradizionale, il carattere spesso criptico ed enigmatico dei suoi scritti, il lungo silenzio), e la sua opera è oggetto di continue reinterpretazioni. Lo stesso titolo della sua opera, l'unica pubblicata dall'autore, può essere frainteso; significa che l'interesse è logico in una dimensione prioritaria. Infatti Wittgenstein rifiutò titoli consimili come mwhqlogica filosofica (lettera a Ogden), intendendo affermare una priorità assoluta della logica e, insieme, l'idea che la logica è essenzialmente filosofica (si tenga conto che in quegli anni la logica aveva assunto valore matematico, soprattutto con mwhgRussell, mwhwPeano e mwiaFrege) e come tale non ha bisogno dello specifico aggettivo.

Nel testo tuttavia, data la sua complessità, Wittgenstein non si limita alla mwigarchitettura logica (atomismo logico) come soluzione definitiva del rapporto tra il piano reale fenomenico e il piano linguistico, individuando appunto nella necessità di una struttura logica una matrice comune. Soprattutto nella parte conclusiva del mwiwTractatus Wittgenstein rende manifesto l'imbarazzo in cui la filosofia si trova nel tentativo di mwjadire qualcosa come "quale sia il senso del mondo" poiché sarebbe impossibile ricercare entro i limiti del mondo stesso, definiti dal linguaggio, un qualche mwjqsenso. Nella proposizione 6.41 del mwjgTractatus Wittgenstein scrive: «Il senso del mondo dev'essere fuori di esso. Nel mondo tutto è come è, e tutto avviene come avviene; non vi è mwjwin esso alcun valore - né, se vi fosse avrebbe un valore...».

L'estrema analiticità e precisione del filosofo sono le cause di molte incomprensioni di questa grande opera che, a differenza delle altre pubblicate dagli eredi, non è affatto equivoca. Il metodo di numerazione di ogni gruppo di proposizioni rende facile l'interpretazione rispetto alla maggior parte delle opere pubblicate postume, queste ultime spesso oscillanti nella metodologia di presentazione dei frammenti. Tale difficoltà ha contribuito a creare un'immagine oracolare e misteriosa del filosofo con tentativi di spiegazione esistenziali (ad esempio la sua mwkqomosessualità) o patologiche (da taluni studiosi della biografia del filosofo austriaco è stata avanzata l'ipotesi che questi potesse avere la mwkgsindrome di Asperger, una forma di autismo ad alta funzionalità).

Il primo periodo (il Tractatus )

Ebbe un'esperienza di cinque anni nella guerra, durante i quali portò a compimento la stesura del mwnaTractatus, la cui pubblicazione però fu problematica. Non c'erano editori disponibili a pubblicare un lavoro filosofico sviluppato in quella forma, che (di là dai contenuti assolutamente inconsueti) risultava piuttosto striminzita agli occhi degli editori stessi, abituati a trattazioni più ampie. Tuttavia, nel 1921 riuscì a farlo pubblicare in una rivista filosofica con il titolo mwnqLogisch-philosophische Abhandlung. Ci volle l'introduzione scritta da mwngBertrand Russell perché il libriccino di Wittgenstein risultasse "idoneo" o quantomeno appetibile in vista di una pubblicazione in mwnwInghilterra, nel 1922. Nella convinzione di avere risolto definitivamente "tutti i problemi", come diceva il finale della sua prefazione, Wittgenstein abbandonò coerentemente l'ambiente accademico e metaforicamente anche la filosofia con l'intenzione, come dirà in seguito a un suo studente, di "voler continuare a pensare" in un altro modo.cite-ref-12[12]

Lavorò come insegnante in diverse scuole elementari nei distretti di mwpqSchneeberg e mwpgSemmering, dove pubblicò il suo secondo e ultimo libro: il mwpwDizionario per le scuole elementari, di solito molto trascurato dalla critica ma importante per stabilire la costanza degli interessi logici dell'autore. Nel 1914 aveva conosciuto e ammirava, con reciproca stima, mwqaAdolf Loos. Dopo la mwqqGrande Guerra, cambiò vari lavori: fece il giardiniere in un monastero, l'insegnante in una scuola elementare sperduta nelle mwqgAlpi austriache e, infine, con l'architetto Paul Engelmann, allievo del Loos, da vero ingegnere-architetto curò e inventò tutti i particolari interni ed esterni della nuova casa della sorella Margarethe a mwqwVienna, il cui edificio, seppure rimaneggiato in qualche parte, con le parole di Richard Neutra "ha anticipato nella sua progettazione e nella sua realizzazione interna già nel 1930 le tendenze dell'architettura di oggi in molti aspetti", è stato dichiarato "monumento di interesse nazionale". Ritornò alla filosofia accademica solo nel 1929, dopo essersi convinto che molte delle questioni affrontate nel mwraTractatus erano tutt'altro che risolte e dopo aver sentito, nel 1928, una conferenza di mwrqLuitzen Brouwer, il matematico intuizionista; tuttavia il suo ritorno a mwrgCambridge rappresenta in questo periodo anche un rifugio per un ebreo austriaco quale lui era. Furono gli amici a ricondurlo sulla strada della filosofia, in particolare il logico inglese mwrwFrank P. Ramsey e il filosofo matematico mwsaLuitzen Brouwer.cite-ref-sololibri-net-6-1[6]

Il ritorno a Cambridge (in viaggio verso le Ricerche filosofiche )

Nel continuo vagabondare di Wittgenstein, l'università di Cambridge rappresenta un punto fisso. Nel 1929 prese definitivamente cittadinanza britannica. Nel corso della sua vita fu affetto da una grave forma di mwuaschizofrenia,cite-ref-13[13] talora associata a forme di mwvqsolipsismo.cite-ref-14[14] Ludwig fu attraversato per tutta la vita da una intensa mwwgmalinconia di fondo. Tre dei suoi nove fratelli (Hans, Rudolf e Paul) morirono suicidi per una depressione ereditaria ovvero per un rapporto troppo stringente con la figura paterna.cite-ref-sololibri-net-6-2[6]

In Inghilterra Ludwig tornava ogni volta dopo aver compiuto viaggi in mwyaNorvegia, mwyqRussia (dove pensava di stabilirsi) e mwygIrlanda. Per quanto l'atmosfera dell'università gli risultasse antipatica e tenesse lezioni non convenzionali, fu in Inghilterra che aveva avuto modo di conoscere - sin da prima della guerra - oltre a Russell, anche mwywRamsey, nonché mwzaKeynes, che poi sarà il direttore dell'università e il suo discepolo mwzqPiero Sraffa, un economista torinese antifascista e per questo ospitato a Cambridge, ricordato successivamente nella prefazione alle mwzgmwzwRicerche filosofiche. Tenne in alta considerazione anche gli scritti di mw0aPascal, le mw0qConfessioni di mw0gAgostino e le ricerche di mw0wLichtenberg e mw1aOtto Weininger.

Per ottenere una borsa di studio, scrive una serie di appunti, pubblicati postumi col titolo di mw1gOsservazioni filosofiche. L'opera tuttavia non contiene l'intera mole di scritti che Wittgenstein elaborò in questo periodo. Un'altra parte di essi è raccolta in due opere intitolate mw1wGrammatica filosofica e mw2aThe Big Typescript. Tutti questi appunti confluiscono poi nell'opera matura mw2qRicerche filosofiche, pubblicata anch'essa postuma. Capita che stessi pensieri siano ripetuti in diverse opere. Ciò è dovuto anche al carattere particolare di composizione dei manoscritti, da alcuni definito ossessivo e basato sul fatto che Wittgenstein soleva ritagliare pezzetti di scrittura e poi incollarli.

In questi lavori Wittgenstein compie il passaggio, in sostanza un vero e proprio cambiamento, dal mw2wmw3aTractatus. Mentre in esso riteneva che la descrizione della realtà dovesse essere fatta nell'unica maniera rigorosa possibile e cioè dalla logica, disciplina che lui stesso aveva contribuito a chiarire con l'invenzione perspicua delle mw3qtavole di verità, in queste opere matura la critica alle posizioni che giustificano la matematica con la logica (mw3glogicismo) ma anche alle considerazioni che determinavano l'esistenza di un mw3wunico specchio della realtà: il linguaggio logico definito ormai dai colleghi e amici come un aspetto della matematica.

Wittgenstein ha privilegiato sempre la logica, ritenendo che la matematica sia un metodo della logica. In sintesi, per Wittgenstein la matematica è un sottoinsieme della logica, mentre per Russell, Ramsey e Frege la logica è un sottoinsieme della matematica. Che il linguaggio sia di per sé logico, e che bisogna ascoltare con attenzione gli insegnamenti che vi sono nascosti, e che quindi non vi sia bisogno di un linguaggio astratto ideale come molti avevano inteso attraverso il mw4qmw4gTractatus (compreso lo stesso Russell nella sua prefazione al mw4wTractatus): sono queste le nuove convinzioni che si presentano nelle mw5aOsservazioni filosofiche, assieme ai tentativi di mescolare la struttura logica con le sue caratteristiche costanti (e: mw5q ∧ ∧ {\displaystyle \land } , implica: mw5g ⇒ ⇒ {\displaystyle \Rightarrow } , o: mw5w ∨ ∨ {\displaystyle \lor } , non: mw6a ¬ ¬ {\displaystyle \lnot } , per tutti: mw6q ∀ ∀ {\displaystyle \forall } , esiste: mw6g ∃ ∃ {\displaystyle \exists } ) a quella del linguaggio comune; operazioni documentate in colloqui annotati da mw6wFriedrich Waismann.

Ad esempio, il particolare problema logico di rappresentare i colori nella notazione logica, scandisce il passaggio dall'ottica del mw7qTractatus alla nuova impostazione delle mw7gOsservazioni filosofiche. Di fatto, ogni tentativo di rendere in proposizioni puntuali, elementari (altri dice atomiche) la gamma dei colori o più semplicemente un singolo colore (che però suppone tutta la gamma) è difficile, se non impossibile. In gioco infatti sta l'idea stessa della contraddizione. Dal momento che il colore è anche lunghezza d'onda e quindi numero, ma è anche rapporto di lunghezze d'onda, si tratta della stessa difficoltà che si incontra nello stabilire che adoperare tre grammi di sale e adoperare cinque grammi di sale non sono atteggiamenti contraddittori una volta indicata la prima proposizione = p e la seconda = q. Ma se diciamo q ^ − p le due proposizioni diventano effettivamente contraddittorie perché vorrebbero dire 5 e non 3.

La cosa in matematica è assurda perché si dovrebbe esibire il 5 senza il suo contenuto di 3 cioè 2. Per i colori invece che devono essere presentati in spettro (il più semplice è quello del rosso, verde, azzurro) dobbiamo per forza dire - per rappresentare il rosso - anche: e non il verde e non l'azzurro -. E nemmeno si possono congiungere in matematica p e q intesi come colori (per fare ad esempio il giallo) perché ciò significa un altro dato in matematica: la somma.cite-ref-15[15] La soluzione di questa difficoltà è stata risolta in informatica con mw9aarray elastici che modificando il numero binario del rosso aumentano in modo corrispettivo il numero binario del verde e dell'azzurro. Questa problematica dei colori era già stata presentata in un articolo raccolto nel testo mw9qOsservazioni filosofiche ma continuerà come interesse autonomo in mw9gOsservazioni sui colori. Altro problema rappresentativo è quello della generalità. mw9wTutto e mw-aQualche non possono essere trattati al solito modo delle tavole di verità. mw-qQualche (∃) assomiglia a una somma logica ma non lo è; mw-gTutto (∀) assomiglia a un prodotto logico ma non lo è. La generalità mw-wtutti (∀) non può trovare un impiego in matematica: non esistono tutti i numeri appunto perché sono infiniticite-ref-16[16]. Questi sono due dei tanti problemi che a un'analisi attenta mettono in evidenza quanto logica e matematica divergano. Sono mwaqagiochi linguistici diversi imparentati tra di loro ma non identici. Si dovrà riconoscere che queste critiche sono fatte all'insegna della logica, una logica più raffinata, più profonda e meno soggetta a dogmi assiomatici presenti anche nel mwaqeTractatus (seguendo l'insegnamento di mwaqiLuitzen Brouwer). Ma che la logica sia l'unica via di accesso alla realtà e che il mondo consista nella totalità dei fatti, non delle cose (e la proposizione sia un fatto), come recitava l'inizio del mwaqmTractatus, rimane un guadagno irreversibile. Questo aspetto emergerà poi definitivamente nei mwaqqLibro Blu e mwaquLibro Marrone, due quaderni di appunti che Wittgenstein scrisse per i suoi studenti in occasione di due corsi universitari tenuti a Cambridge.

Nel mwaqcLibro Blu Wittgenstein lotta contro il desiderio di generalitàcite-ref-17[17] che ci induce a cercare definizioni univoche del significato d'una parola (sia essa la definizione ostensiva, o l'immagine univoca). Il desiderio di generalità è all'opera anche nel filosofo quando questi cerca, a mo' di scienziato, di definire le parole. Le parole sono "indefinibili" perché ogni volta assumono un aspetto diverso a seconda dell'accordo e non accordo con altre parole. Invece fidandoci dell'identità grafica delle parole il linguaggio costruisce analogie fuorvianti. Per esempio le espressioni "A ha un dente d'oro" e "A ha un mal di denti" sembrano analoghe ma sono invece differenti perché si può dire io sento il dente d'oro di A ma non si può dire che io sento il mal di denti di A. È questa la mwaqwteoria dei giochi linguistici (mwaq0Sprachspiel[e]), poi tema centrale di molte sue successive riflessioni. Wittgenstein ha assunto volutamente la parola "gioco" perché di esso non esiste una definizione univoca e soprattutto perché esso ha a che fare anche con l'universo primitivo e pratico del bambino. In ultima istanza perché si riferisce ad attività (come sono di fatto i giochi), allontanando l'idea che un gioco linguistico sia del tutto svincolato dall'attività reale.

Nel mwaq8Libro Marrone continua l'analisi dei giochi linguistici anche se subentra una sottile critica al concetto di somiglianza particolare, peculiare. La cosa è interessante nella misura in cui nella stessa definizione di gioco linguistico si parla di "somiglianze di famiglia" (mwaraFamilienähnlichkeit[en]). Wittgenstein qui pone in opera il significato della comunicazione umanacite-ref-18[18] per lo studio della quale Wittgenstein si improvvisa antropologo. Cruciale è per esempio il criterio per il quale noi empiricamente confrontiamo esperienze simili. L'idea di Wittgenstein è che il "confronto" non è mai una prova univoca ma una serie di somiglianze che si sovrappongono. Come la gomena è fatta da molte fibre, ma la forza della gomena non è data da una mwarusingola fibra che la percorre tutta. Viene in opera cioè il fatto che in generale gli aggettivi logici come "identico" o "uguale" siano piuttosto da sostituire con "simile" o "somigliante" e viceversa. Inevitabilmente, in questo libro si passa insensibilmente dai giochi linguistici a problemi di filosofia della psicologia e anche a problemi classicamente filosofici come idealismo e realismo. Ad esempio si critica (e forse si nega) qui l'ipotesi che il linguaggio possa venire dopo che si sia formato un pensiero. Sembra che Wittgenstein affermi che il pensiero nasca cioè con il linguaggio attraverso addestramenti empirici (tipo premi e punizioni)cite-ref-19[19].

Tanto può bastare per capire l'ampiezza filosofica di queste riflessioni che solo un archivista a corto di termini potrebbe definire come filosofia del linguaggio. Se anche si è avvicinato questo modo al tema degli esperimenti mentali dovrebbe essere chiaro che non si tratta né di esperimenti reali e nemmeno di esperimenti psicologici. Intanto durante la mwarsseconda guerra mondiale, Wittgenstein lavora al mwarwGuy's Hospital di Londra e poi in un laboratorio medico di mwar0Newcastle upon Tyne. Per un periodo pensa di abbandonare la filosofia e darsi agli studi di medicina. Nel 1948 si stabilisce per un periodo in una fattoria irlandese vicino a mwar4Galway, dove si raccontacite-ref-20[20] che si comportasse in modo strano, dando da mangiare agli uccelli migratori direttamente dalle proprie mani. L'estrema fatica lo convince però a tornare in città ed è in un albergo di mwasmDublino che completa le sue mwasqRicerche filosofiche. Per certi versi è questa l'ultima opera di Wittgenstein, anche se, come tutte le altre, frutto di annotazioni e pensieri sparsi, anche in contraddizione con i precedenti. In essa al progetto di una definizione del mwasulinguaggio ideale logico subentra definitivamente l'interesse per lo studio degli usi concreti e particolari della comunicazione umana.

Nelle mwascRicerche filosofiche, il linguaggio, come annunciato nei mwasgLibro Blu e mwaskLibro Marrone, non è più inteso come protocollo delle proposizioni elementari logicamente ordinate, ma come un insieme di espressioni che svolgono funzioni diverse, nell'ambito di mwasopratiche e mwassregole discorsive differenti, secondo la mwaswteoria dei giochi linguistici. Se permane una continuità tra le due opere principali del filosofo austriaco, il mwas0mwas4Tractatus e le mwas8Ricerche, essa risiede nel fondamentale interesse dell'autore per il linguaggio, e per la sua concezione della filosofia, intesa come attività di chiarificazione del linguaggio.

Rimane poi, nel mwatemwatiTractatus come nelle mwatmRicerche, la pregiudiziale antimetafisica: la mwatqmetafisica sorge, secondo Wittgenstein, "quando il linguaggio fa vacanza". Nelle mwatuRicerche tuttavia si precisa meglio che il linguaggio gira a vuoto anche quando si ricerca l'essenza della proposizione e della grammatica, quando cioè si ricerca il linguaggio puro, perfetto, cristallino (sono tutte metafore di Wittgenstein) ideale, itinerario che era dello stesso Wittgenstein nel mwatymwatcTractatus. Questa ricerca era quella della logica; dunque sembra che le "Ricerche" distruggano l'impianto del Tractatus anche se diciamo che distruggono edifici di cartapesta, nel senso che Wittgenstein era sempre stato attirato da una logica che potesse descrivere mwatgsempre correttamente il mondo. Ma la logica delle tavole di verità non sempre lo può fare. Una cattiva interpretazione delle mwatkRicerche semplifica il cambiamento rispetto al mwatoTractatus con l'idea che allo studio della logica deve subentrare lo studio del linguaggio comune. E questo è vero soltanto nella misura in cui nel linguaggio è dato scoprire una logica nuova evidenziabile solo con giochi linguistici, il cui statuto è l'uso e il cui uso rimanda a un riferimento ultimo che è mwatsla forma di vita umana che il linguaggio descrive. Questo consente di fornire una lettura mediana tra l'idea che le mwatwRicerche muovano alla scienza, e dunque alla scienza della logica, critiche assolute e l'idea che ci sia una sorta di continuità tra il mwat0Tractatus e le mwat4Ricerche.

È vero che Wittgenstein non ritiene la sua ricerca simile alla ricerca scientifica: non si tratta di scoprire alcunché, ma di assestare diversamente ciò che ci sta sempre davanti (di assestare il linguaggio, certo, ma con esso anche l'uso di esso). Ma è anche vero che la ricerca di nuove logiche, dall'intuizionistica alla lineare, non è vietata bensì permessa dall'atteggiamento di Wittgenstein, nel senso che esse non esauriscono mai la possibilità di nuovi giochi linguistici mwauacodificabili. C'è da dire tuttavia che un altro tema tipico del mwaueTractatus rimane nello sfondo. La regola logica diventa nelle mwauiRicerche istituzione socialecite-ref-21[21]. Nel senso che seguire una regola non può essere fatto da un solo uomo una sola volta nella sua vita. Privatamente non si può seguire una regola o credere di seguire una regola, non è seguire una regola. Questo conduce all'altro grande tema delle mwaucRicerche quello psicologico anticipato del resto nelle opere precedenti. Wittgenstein per tutto il seguito delle mwaugRicerche affermerà che l'esistenza di un processo interno, psicologico, non è affermabile che attraverso la testimonianza esterna data tuttavia dal comportamento e soprattutto dal linguaggiocite-ref-22[22]. Tema lungamente seguito non solo nella prima parte delle Ricerche filosofiche ma anche nella seconda parte. Brani interi sono stati tolti dal testo e hanno dato vita alle mwau0Osservazioni sulla filosofia della psicologia e mwau4Ultimi scritti. La filosofia della psicologia nonché mwau8Zettel.

L'esemplificazione più chiara è in mwaveRicerche par. 293. L'esempio è quello della scatola dove un gruppo di amici ha imprigionato un insetto. Ognuno ha un insetto e una scatola e ognuno ha battezzato l'insetto coleottero. Nessuno può vedere dentro la scatola dell'altro. Ma potrebbe ben darsi che ciascuno abbia nella sua scatola una cosa diversa. Si potrebbe addirittura immaginare che questa cosa mutasse continuamente. Ma bisogna supporre che l'uso della parola "coleottero" serve a queste persone e non designa qualcosa all'interno della mente. Infatti la scatola potrebbe anche essere vuota. Wittgenstein dunque non dice che dentro la mente non c'è nulla. Ma che l'uso del linguaggio per le asserzioni psicologiche è primario rispetto alla sensazione psicologica. C'è qui anche una critica alla dimensione del mwaviTractatus del modello oggetto e designazione. L'oggetto viene escluso dalla considerazione come qualcosa di irrilevante. Questa posizione nelle mwavmOsservazioni sulla filosofia della psicologia, viene approfondita con l'analisi del senso comune e degli schemi senso-motori che concorrono al linguaggio, la cui importanza viene affiancata dagli schemi percettivi e interpretativi che la prassi lega nel concetto di mwavqvedere-come. In ogni caso viene ribadita qui l'importanza del linguaggio come cosa esterna alla dimensione individuale e sorretta dalla struttura istituzionale.

Per quanto riguarda l'mwavyetica, essa rimane una parentesi esclusiva del mwavcmwavgTractatus, e poi, sempre nella medesima concezione, in una famosa mwavkmwavoConferenza sull'etica che egli tenne nel 1929 agli Eretici di mwavsCambridge. Anche se da essa mai Wittgenstein prese le distanze o tentò di eliminarla, ma ribadendo anzi a ogni occasione l'afflato etico-mistico, di straordinaria complessità, della sua filosofia, seppur necessariamente relegandolo nel campo dell'indicibilecite-ref-23[23], come nel mwawamwaweTractatus. Occorre tuttavia sottolineare che, come è stato per l'estetica, esemplificata realmente in una casa che il filosofo-ingegnere costruì per la sorella e che si può ammirare ancora oggi a Vienna in via Kundmanngasse 19, così per l'etica, il vero monumento vivente è la stessa vita di Wittgenstein, che rifiutò la rilevante eredità paterna con la laconica frase: "Non ho alcun merito per quel danaro". Testimonianza etica data dalla sua decisione di lavorare sempre manualmente, evitando accuratamente il potere accademico, tentando di dare un senso sociale alla sua vita recandosi come operaio non specializzato nella mwawiRussia bolscevica. Di particolare importanza, tra le sue opere tarde, sono i libri mwawmDella Certezza, dove matura la possibile definizione dell'immagine del mondo una volta riferita esclusivamente alla logica e ora allusa allo sfondo comune che ci è stato tramandato e sul quale distinguiamo il vero e il falso.

Le mwawuOsservazioni sui fondamenti della matematica meriterebbero una trattazione a parte, non foss'altro perché lì è testimoniato l'interesse per la logica intuizionista di mwawyLuitzen Brouwer e per i commenti al teorema di mwawcKurt Gödel. Purtroppo, più che in altre opere, il testo è troppo frammentato e quindi soggetto all'arbitrio editoriale degli esecutori testamentari mwawgvon Wright, Rhees e mwawoAnscombe. Saputo di essere affetto da mwawscancro, si recò ancora una volta in Norvegia, nella sua vecchia capanna, poi rientrò a mwawwCambridge, dove morì mentre si trovava a casa di un amico.

Sul letto di morte, pare abbia detto: "Mi sarebbe piaciuto scrivere un libro di filosofia fatto solo di scherzi, ma non ho senso dell'umorismo": citazione raccolta anche nel film 'mwaw4Wittgensteinmwaw8' di mwaxaDerek Jarman.cite-ref-24[24] Invece, un istante prima di perdere conoscenza, si narra che abbia sussurrato ai presenti: "Dite a tutti che ho avuto una vita meravigliosa".

Pensiero

1. Il mondo è la totalità dei fatti, mwaxonon delle cose. La seconda proposizione del mwaxsmwaxwTractatus Logico-Philosophicus invita a pensare il mondo non come costituzione anonima e insignificante di oggetti ma come fatti (in tedesco fatto = mwax0Tatsache) e oggetti interpretati. Ad esempio nella proposizione "il tavolo scricchiola" non si raccoglie affatto l'oggetto tavolo più l'oggetto scricchiolio, ma si raffigura un'immagine in cui è descritto un nesso di oggetti (in tedesco anche stato di cose che si dice mwax4Sachverhalt, può essere tradotto come fatto). Il nesso di oggetti appartiene costitutivamente all'immagine che rispecchia le cose, anzi che rende le cose degli stati di cose. Dunque dalla sua prima affermazione la filosofia di Wittgenstein si indirizza verso l'immagine del mondo, cioè il linguaggio. Ma il linguaggio per Wittgenstein non è solo quello che parliamo: è l'enorme capacità d'espressione che ha l'uomo: dalla pittura, alla matematica, alla logica matematica, alla musica.

1. Ora, un linguaggio, un'immagine sembrano avere una prevalenza su tutti gli altri linguaggi, su tutte le altre immagini. Questa immagine è l'immagine logica: essa rispecchia perfettamente la realtà. E la rispecchia perfettamente non solo perché il suo fatto (anche la proposizione è un fatto = mwayeTatsache) rispecchia perfettamente il nesso di oggetti (mwayiSachverhalt) ma perché anche esiste un isomorfismo tra i suoi costituenti e i costituenti della realtà. Si potrebbe pensare allora che se l'isomorfismo fosse perfetto, la logica rappresenterebbe perfettamente la realtà. Questa tendenza esiste in Wittgenstein (mwaymTractatus 5.511) ma non si può dire che sia perseguita fino in fondo (perché è una tendenza, alla fine, idealistica, la coincidenza della logica con la realtà) anzi Wittgenstein afferma l'esistenza del mondo e mwayqinsieme della logica (mwayuTractatus 5.5521. È possibile mettere in forma logica questa affermazione). Ma perché i costituenti della realtà non possono esprimere allo stesso modo della logica (si parla oggi del linguaggio delle immagini), e dunque perché abbiamo bisogno della logica, il "grande specchio"? Perché la logica pone nella sua immagine delle relazioni mwayyinterne che nella realtà non esistono. Non esistono nella realtà destra e sinistra (è la logica che ci dice che se non devo prendere nel bivio la strada a sinistra devo necessariamente andare a destra), né esiste un colore più scuro di un altro (esistono due colori). Inoltre la logica si avvicina alla realtà (o meglio è più precisa rispetto al linguaggio comune) in un modo più preciso. Ad esempio la logica mwaycmostra nei suoi simboli ciò che comunemente si dice. In una lettera a Russell, Wittgenstein fa capire la differenza tra un semplice mwaygdire che vi sono due cose, e il fatto che la notazione logica mwaykmostra: mwayoφ(a, b). In qualche maniera la logica rispecchia la realtà non la mwaysevoca (si pensi quanto sia complicato definire l'essere) come fa il linguaggio.cite-ref-25[25] La logica cioè mwazamostra (ed è una specie di esibizione di un fatto) quello che il linguaggiomwaze dice. In genere ciò che si mostra è la realtà, ciò che si dice è il linguaggio.
2. Lo schema qui a fianco rappresenta a un dipresso il modo come Wittgenstein ricavava le sue tavole di verità. Le lettere "W" e "F" stanno a indicare vero e falso. Ogni proposizione è vero-falsa nel senso che se è sensata può diventare vera o falsa. Una proposizione insensata ad esempio "Abracadabra Socrate" non potrà mai diventare vera, certo, ma nemmeno mai falsa. La proposizione sensata "il tavolo scricchiola", che è un'immagine della realtà, potrà diventare vera o falsa con il confronto reale. Ma dal punto di vista logico noi sappiamo che nel caso dell'implicazione, se l'antecedente è vero e il conseguente è falso, l'implicazione è falsa. È vera invece in tutti gli altri TRE casi (antecedente vero, conseguente vero; antecedente falso, conseguente vero; antecedente falso, conseguente falso). Orbene, lo schema rappresenta visivamente (è anch'esso un fatto, un'immagine) lo schema dell'implicazione materiale. In simboli logici-matematici p ⊃ q. Questa è una proposizione complessa, ma che dipende sempre e solo dalle proposizioni elementari p e q. "Se studi, sarai promosso" è una proposizione complessa (è infatti una implicazione materiale) ma dipende dalle proposizioni elementari "Studi" (p) e "sarai promosso" (q). Altri chiamano "proposizioni atomiche" le proposizioni elementari (soprattutto Russell).
3. Tutto il mwazgTractatus è una segreta polemica non solo con mwazkRussell, ma anche con mwazoFrege. Un esempio è quello appunto appena detto che la proposizione è vera-falsa. Wittgenstein preferiva dire che la proposizione ha una polarità, vero-falso, V-F, (o anche semplicemente a-b in cui "a" è uguale a vero "b" a falso). Ora anche Frege riteneva che la proposizione poteva essere vera o falsa ma non contemporaneamente, cosa che a prima vista sembra di una logica ineccepibile. Frege aveva utilizzato un simbolo |– che indicava la verità di una proposizione. Invece coerentemente Wittgenstein riteneva che, dall'interno del linguaggio, non si poteva asserire mai la verità di una proposizione. Soltanto la verifica, che non è un atto linguistico ma un atto reale (un'occhiata, per es.), può stabilire la verità di una proposizione. Ma, dall'interno del linguaggio, possiamo invece affermare ad esempio la sensatezza della proposizione, ad esempio che: "il tavolo scricchiola". Soltanto se lo sentiamo scricchiolare sarà vero, se non scricchiola la proposizione è falsa. Questa consapevolezza era già presente nelle mwazsNote dettate a G. Moore, pag. 228, quando Wittgenstein dice "Che una proposizione abbia alla Realtà un'altra relazione (in senso lato) che quella di mwazwBedeutung, è mostrato dalla possibilità di comprenderla quando non conosci la mwaz0Bedeutung, cioè quando non sai se essa è vera o falsa. Esprimiamo questo dicendo "Essa ha senso" (mwaz4Sinn). Come è noto i due termini erano usati da Frege (entrambi significano significato o senso in tedesco) per indicare una proposizione sensata: Sinn; invece Bedeutung per una proposizione vera. Ad esempio: la stella del mattino e la stella della sera sono due mwaz8Sinn ma la verità è che sono entrambe Venere (mwaaaBedeutung). Wittgenstein molto coerentemente diceva che anche Venere è un Sinn. Infatti siamo sempre all'interno del linguaggio. Non possiamo verificare una proposizione che uscendo dal linguaggio. Dunque anche il segno di Frege |– "è affatto privo di significato".cite-ref-26[26]

Alla luce di questi semplici rilievi appaiono molto strane le polemiche sul cosiddetto principio di verificazione che il mwaayCircolo di Vienna, con interpretazioni talora contraddittorie, attribuiva al mwaacmwaagTractatus. Un segno di ricerca epistemologica, semmai, è da riferire alla perfetta immagine del mondo data dalla logica, che è tanto più veritiera quanto più il "grande specchio" - la logica - è rispondentemente fine e accurato. La questione, molto poco wittgensteiniana, di capire quanta scienza e quanta filosofia c'è nel mwaakTractatus (che rispecchia le diatribe della filosofia analitica inglese e americana, nonché quella continentale) si può superare dicendo che, certamente Wittgenstein non è uno scientista come quasi tutti i membri del mwaaoCircolo di Vienna, ma nemmeno può essere avvicinato ad alcuni filosofi contemporanei ostili alla tecnica. Non saprei definire che come ricerche epistemologiche le sue critiche alla logica. Senza dimenticare il suo rispetto per la tecnica (era un ingegnere che ha brevettato pure un progetto per motore per aeroplano e ha costruito una bella casa per la sorella).

Ma questa ricerca della perfezione isomorfica dello specchio con gli elementi della realtà non è completamente esaurita nemmeno nel mwaawTractatus. Innanzitutto perché la logica sembrerebbe diventare essa stessa elemento di realtà nella misura in cui essa perviene a proposizioni vere. Si tratta della tautologia che è una proposizione logica sempre vera, ma, per Wittgenstein non è affatto un elemento della realtà; infatti rispecchia solo sé stessa. Tautologica è la proposizione: "o piove o non piove" (p v − p), che non mi dà nessuna indicazione sulla realtà (non so se devo o meno prendere l'ombrello). Infatti Wittgenstein la chiama mwaa0sinnlos (insensata) come del resto la contraddizione. Anche se subito dopo ci ripensa e dice che non è però priva di senso (mwaa4unsinnig) [4.4611] perché appartiene alla notazione logica. Un semplice rilievo notazionale: come abbiamo già detto una proposizione sensata ha due poli, il vero e il falso. La proposizione p se è sensata può essere scritta così V-p-F (da questa scrittura nasce lo schema sopra descritto (q è un'altra proposizione).

La tautologia sostituendo q con p nello schema sopra descritto dà quattro veri VVVV. A dire il vero questa stessa notazione è sbagliata, dal momento che V-p-F e V-p-F sono in realtà non due ma una sola proposizione; quest'errore è dello stesso Wittgenstein nell'ultima parte della 6.1203: è un refuso dovuto allo schema, in quanto non si può scindere in due una stessa proposizione. Meglio usare le tavole di verità con due righe: pVF v −pFV. Le regole della disgiunzione (v)(vero con falso da vero, falso con vero da vero) da appunto VV. Quando abbiamo una sola proposizione bisogna operare con due righe, invece quando abbiamo due proposizioni abbiamo quattro righe, quanti sono i segmenti che collegano (vedi lo schema) i poli. Così se abbiamo tre proposizioni dobbiamo scrivere otto righe. La formula è 2 elevato alla n, in cui n sono il numero delle proposizioni.

Ma il risultato non cambia: VV. La tautologia non ha polarità. Infatti non solo la implicazione ha polarità indicata per convenzione con VFVV (per ottenere questo risultato basta collegare prima i due veri, mentre nello schema Wittgenstein ha collegato prima partendo dall'alto l'unico caso falso quello in cui antecedente è vero e il conseguente falso). Ma anche la congiunzione VFFF e la disgiunzione VVVF hanno polarità. Concludendo invece la tautologia non ha polarità. Ecco perché è mwabeunsinnig. Anche nel mwabiTractatus Wittgenstein cerca di perfezionare lo "specchio" della logica. È il caso della negazione congiunta con la quale Wittgenstein pensava di poter riprodurre ricorsivamente (qui sbagliava) tutte le funzioni di verità. La nuova notazione è stata adottata da Russell nella seconda edizione dei mwabmPrincipia Mathematica. Qualche anno più tardi Wittgenstein si accorge che la descrizione fisica dei colori non può essere rispecchiata dalla logica (vedi supra). Questo scacco diventerà un elemento di ricerca non solo nel libro mwabqOsservazioni sui colori ma per tutta la ricerca successiva e anche nelle mwabuRicerche filosofiche.

Tentativi di riformulazione della logica si trovano negli appunti raccolti da mwabcFriedrich Waismann mwabgLudwig Wittgenstein e il Circolo di Vienna, p.mwabk 79. Si cerca di esibire un ragionamento vero senza farlo passare dalla tautologia e incorporando la parola lunghezza. Infine nelle opere successive prima del mwaboQuaderno blu e Marrone la critica alla notazione sua e Russell esplode fino a contestare la notazione per la generalità, di cui provvede a formulare una nuova interpretazione (anche qui vedi supra). Con le mwabsRicerche filosofiche e le opere che rimandano a esse, mwabwOsservazioni sopra i fondamenti della Matematica, mwab0Osservazioni sulla filosofia della psicologia, mwab4Zettel, così come sono descritte sopra, matura una nuova consapevolezza "sociale". Il linguaggio non appartiene a nessuno e a tutti. Rispetto alla formulazione del mwab8Tractatus le scoperte del come si segue una regola: socialmente, gettano luce anche sul cosiddetto solipsismo del mwacaTractatus (mwaceIch bin meine Welt, 5.63). Il mwacisolipsismo appartiene al silenzio, muto, dell'io empirico.

Nel mwacqTractatus invece l'io era il limite del mondo che come tale non poteva parlare del corpo, di quali membra sottostanno alla volontà, non era dunque il soggetto della psicologia, ma era, per ciò stesso, realismo, se realismo significa far emergere la realtà delle cose. La logica isolava cioè il soggetto metafisico, che del mondo era limite e il limite mwacunon era per Wittgenstein una parte di ciò che delimita. Nelle mwacyRicerche è ancora così (nel senso che è ancora limite del mondo) ma non per una esigenza metafisica ma pratica: il linguaggio è sempre comune, non esiste un linguaggio privato. Qualunque cosa possa significare il Mistico (dal greco Μύὠ, tacere) esso designa cose molto importanti, la verifica stessa di una proposizione è muta. Ma il mwaccMistico ha un alto valore filosofico per Wittgenstein: è la vita personale, l'etica, l'estetica, il fatto dell'esistenza del mondo.

Fede e certezza

Così la mwacomwacsLumen fidei esprime il legame tra fede e certezza secondo Wittgenstein:

«È noto il modo in cui il filosofo Ludwig Wittgenstein ha spiegato la connessione tra la fede e la certezza. Credere sarebbe simile, secondo lui, all’esperienza dell’innamoramento, concepita come qualcosa di soggettivo, improponibile come verità valida per tutti. All’uomo moderno sembra, infatti, che la questione dell’amore non abbia a che fare con il vero. L’amore risulta oggi un’esperienza legata al mondo dei sentimenti incostanti e non più alla verità.»

(Lumen fidei, §27.)

Rapporti con la filosofia orientale

Secondo alcuni studiosi, ci sarebbero delle affinità fra il metodo di indagine speculativa di Ludwig Wittgenstein e la filosofia orientale, in particolare con il mwadabuddismo zen.cite-ref-0-27-0[27] In tal senso, la mwaduteoria dei giochi linguistici elaborata da Ludwig Wittgenstein sembrerebbe essere la più vicina al metodo proposto dalla filosofia buddista, soprattutto come metodo linguistico per superare gli stessi limiti ingannevoli del pensiero.cite-ref-0-27-1[27] Wittgenstein avrebbe raggiunto l'apice della mwadologica vero-funzionale con la pubblicazione del mwadsTractatus logico-philosophicus, ma ne rimase talmente insoddisfatto da cambiare radicalmente metodo. Ed è appunto questo nuovo metodo di Wittgenstein, basato sul gioco linguistico (mwadwSprachspiel), e presentato soprattutto nelle mwad0Ricerche filosofiche, ad avvicinarsi alla pratica del mwad4kōan, e alla prospettiva della filosofia buddista.cite-ref-0-27-2[27] Wittgenstein si accorse che i problemi della filosofia sono falsi problemi, dunque la sua indagine si spostò sull'analisi di questi pseudo-problemi, e lo scopo della filosofia divenne esclusivamente mostrare ed eliminare gli pseudo-problemi. Wittgenstein non fu il primo logico a individuare nell'ambiguità e fallacia del linguaggio l'origine dei problemi speculativi e dunque degli errori dell'intera filosofia. In India, con una abilità altrettanto pari, mwaemNāgārjuna riuscì a mostrare la vacuità di ogni concetto e di ogni parola. Le somiglianze fra l'insegnamento di Nāgārjuna e Wittgenstein si spingono oltre. Secondo Nāgārjuna, così come insegna il buddismo, ogni cosa è in relazione con le altre, e nessuna ha senso senza le altre. Wittgeinstein parla del principio di contestualità, e afferma un concetto molto simile. Il significato di una parola o di un concetto dipende dal suo contesto. Nāgārjuna sosteneva la prammaticità del linguaggio e Wittgeinstein ribadisce la strumentalità della parola affermando che il significato di una parola è il suo uso.cite-ref-0-27-3[27] Secondo Wittgenstein lo scopo della filosofia non è erigere un edificio di concetti, il sistema filosofico, ma praticare un continuo e radicale controllo sul linguaggio. La filosofia deve fornire una "grammatica perspicua" del linguaggio, ed essa non è una dottrina ma una attività. La forma più nobile del buddismo, scevra di superstizioni e credenze metafisiche, ha il medesimo atteggiamento, e in particolare lo zen, necessita di una pratica costante.

Opere

Libri e articoli

Note sulla logica (1913) in Tractatus Logico-Philosophicus, trad. it. a cura di A.G. Conte, Einaudi, Torino, 1989, pp. 199–220.
Logisch-Philosophische Abhandlung, in "Annalen der Naturphilosophie", n. 14, 1921.

Tractatus Logico-Philosophicus, tr. inglese di F.P. Ramsey e C.K. Ogden. Routledge & Kegan Paul, London, 1922.

Tractatus Logico-Philosophicus, trad. it. a cura di A.G. Conte. Einaudi, Torino, 1989.

Philosophische Untersuchungen, a cura di G.E.M. Anscombe e R. Rhees. Blackwell, Oxford, 1953.

Philosophical Investigations, trad. inglese a cura di G.E.M. Anscombe e R. Rhees. Blackwell, Oxford, 1953.

Ricerche filosofiche, trad. it. a cura di R. Piovesan e M. Trinchero, Einaudi, Torino, 1967; Nuova ed., Einaudi, 1999.

Bemerkungen über die Grundlagen der Mathematik. Suhrkamp, Frankfurt, 1984.

Remarks on the Foundations of Mathematics, trad. inglese a cura di G.E.M. Anscombe, R. Rhees e G.H. von Wright. Blackwell, Oxford, 1978.

Osservazioni sopra i fondamenti della matematica, trad. it. a cura di M. Trinchero, Einaudi, Torino, 1971.

The Blue and Brown Books, edito da R. Rhees. Blackwell, Oxford, 1958.

Libro blu e Libro marrone, trad. it. di A.G. Conte. Einaudi, Torino, 1983.

Philosophische Bemerkungen, Suhrkamp, Francoforte sul Meno, 1984.

Philosophical Remarks, a cura di R. Rhees, trad. inglese di R. Hargreaves e R. White. Blackwell, Oxford, 1975.

Osservazioni filosofiche, trad. it. di M. Rosso. Einaudi, Torino, 1976.

Über Gewißheit, Suhrkamp, Frankfurt, 1984.

On Certainty, a cura di G.E.M. Anscombe e G.H. von Wright, trad. inglese di D. Paul e G. E. M. Anscombe. Blackwell, Oxford, 1969.

Della certezza. L'analisi filosofica del senso comune, con un saggio introduttivo di Aldo Gargani, trad. it. di M. Trinchero, Einaudi, Torino, 1978-1999.

Vermischte Bemerkungen, Suhrkamp, Frankfurt, 1984.

Culture and Value, a cura di G. H. von Wright con la collaborazione di H. Nyman, trad. inglese di P. Winch.

Pensieri diversi, A cura di G. H. von Wright con la coll. di H. Nyman, trad. it. di Michele Ranchetti, Adelphi, Milano, 1980.

Remarks on Frazer's "The Golden Bough", a cura di R. Rhees, Synthese 17, pp. 233–253, 1967.

Note sul "Ramo d'oro" di Frazer, trad. it. di Sabina de Waal. Adelphi, Milano, 1975.

Wörterbuch für Volksschulen. Holder-Pichler-Tempsky, Vienna, 1926.

Dizionario per le scuole elementari, ed. it. a cura di Dario Antiseri, Armando, Roma, 1978.

Bemerkungen über die Farben, Suhrkamp, Frankfurt, 1984.

Remarks on Colour, a cura di G. E. M. Anscombe, trad. inglese di L. L. McAlister e Margarete Schattle. Blackwell, Oxford, 1980.

Osservazioni sui colori. Una grammatica del vedere, introduzione di Aldo Gargani, trad. it. di M. Trinchero. Einaudi, Torino, 1981.

Zettel, a cura di G. E. M. Anscombe e G. H. von Wright, trad. inglese di G. E. M. Anscombe. Blackwell, Oxford, 1967.

Zettel. Lo spazio segregato della psicologia, trad. e cura di Mario Trinchero, Einaudi, Torino, 1986.

The Big Typescript, trad. it. di A. De Palma, Einaudi, Torino, 2002.
Philosophische Grammatik. Suhrkamp, Frankfurt, 1984.

Philosophical Grammar, a cura di R. Rhees, trad. inglese di A. J. P. Kenny. Blackwell, Oxford, 1974.

Grammatica filosofica, trad. it. di Mario Trinchero. La Nuova Italia, Firenze, 1990.

Bemerkungen über die Philosophie der Psychologie, Suhrkamp, Frankfurt, 1984.

Remarks on the Philosophy of Psychology, volume 1 and 2 a cura di G. E. M. Anscombe, G. H. von Wright e H. Nyman, trad. inglese di G. E. M. Anscombe, C. G. Luckhardt e M. A. E. Aue. Blackwell, Oxford, 1980.

Osservazioni sulla filosofia della psicologia, trad. it. a cura di Roberta De Monticelli, Adelphi, Milano, 1990.

Filosofia, testo tedesco a fronte, a cura di Diego Marconi, trad. e cura di Marilena Andronico, Donzelli, Roma, 1996.
Letzte Schriften zur Philosophie der Psychologie. Suhrkamp, Frankfurt, 1984.

Last Writings on the Philosophy of Psychology, volume 1 and 2, a cura di G. H. von Wright e H. Nyman, trad. inglese di C. G. Luckhardt e M. A. E. Aue. Blackwell, Oxford, 1982-1992.

Ultimi scritti. La filosofia della psicologia, trad. it. di Aldo Gargani, Laterza, Roma-Bari, 1998.

• Diari segreti, introduzione di Aldo G. Gargani, Bari, Laterza, 1987.
• Movimenti del pensiero. Diari 1930-1932 / 1936-1937, a cura di Ilse Somavilla, Introduzione di Michele Ranchetti, Collana Saggi, Macerata, Quodlibet, 1999-2019, ISBN 978-88-229-0281-8.

Lezioni e conversazioni

Wittgenstein und der Wiener Kreis, Suhrkamp, Frankfurt, 1984.

Wittgenstein and the Vienna Circle, a cura di B.F. McGuinness, Blackwell, Oxford, 1979.

Ludwig Wittgenstein e il Circolo di Vienna, colloqui annotati da Friedrich Waismann, La Nuova Italia, Firenze 1975; Mimesis, Milano, 2011.

Wittgenstein's Lectures, Cambridge 1930-1932, From the notes of J. King and D. Lee, ed. Desmond Lee, Blackwell, Oxford, 1980.

Lezioni 1930-1932. Dagli appunti di John King e Desmond Lee, trad. di Aldo Gargani, Adelphi, Milano, 1995.

Wittgenstein's Lectures. Cambridge, 1932-1935, From the notes of Alice Ambrose and Margaret MacDonald, ed. A. Ambrose Blackwell, Oxford, 1979, 2001.

• Lezioni 1932-1935, ed. italiana a cura di Pasquale Frascolla, a cura di Alice Ambrose, Collana Biblioteca Filosofica n.42, Milano, Adelphi, 2025, ISBN 978-88-459-3945-7.

Lectures and Conversations on Aesthetics, Psychology and Religious Belief, a cura di C. Barrett. University of California Press, Berkeley & Los Angeles, 1967.

Lezioni e conversazioni sull'etica, l'estetica, la psicologia e la credenza religiosa, trad. di Michele Ranchetti, Adelphi, Milano, 1967.

Wittgenstein's Lectures on the Foundations of Mathematics, Cambridge 1939, From the notes of R.G. Bosanquet, N. Malcolm, R. Rhees and Y. Smythies, ed. C. Diamond. Harvester Press, Hassocks, 1976.

Lezioni di Wittgenstein sui fondamenti della matematica, trad. di Eva Picardi, Bollati Boringhieri, Torino, 1982.

Recollections of Wittgenstein, a cura di R. Rhees, Oxford University Press, Oxford, 1984.

Conversazioni e ricordi, trad. it di E. Coccia e V. Mingiardi, Neri Pozza, Vicenza, 2005.

Causa ed effetto seguito da Lezioni sulla libertà del volere, a cura di Alberto Voltolini, Einaudi, Torino, 2006.
Lecture on Ethics, a cura di Edoardo Zamuner, David K. Levy e Valentina di Lascio, Quodlibet, Macerata, 2007.
Esperienza privata e dati di senso, a cura di Luigi Perissinotto, Einaudi, Torino, 2007.

Corrispondenza

Wittgenstein in Cambridge. Letters and Documents 1911-1951, a cura di B. McGuinness. Blackwell, Oxford, 2008.

Lettere 1911-1951, a cura di B. McGuinness. Adelphi, Milano, 2012.

Lettere di Ludwig Wittgenstein con Ricordi di Paul Engelmann, La Nuova Italia, Firenze, 1970.
Lettere a Ludwig von Ficker, trad. it. di Dario Antiseri, Armando, Roma, 1974.
Letters to C.K. Ogden, a cura di G.H. von Wright, Blackwell, Oxford, 1973.

Lettere a C. K. Ogden. Sulla traduzione del «Tractatus logico-philosophicus», Mimesis, Milano, 2009.

Studenti e colleghi continuatori del metodo di Wittgenstein

• mwafqRudolf Carnap
• mwafgGilbert Ryle
• Rush Rhees
• Peter Geach

Filosofi contemporanei ispirati da Wittgenstein

• mwag4Saul Kripke
• mwahaHilary Putnam
• mwahqKarl Popper
• mwahoJames Conant
• Peter Hacker
• mwaiaKurt Gödel
• Günter Abel
• mwaiyMichael Bordt
• mwaigRichard Rorty
• Lorenzo Ghirelli

Note

cite-note-11. mwajamwajemwajiThe Autobiography of Bertrand Russell 1914-1944, London, Allen & Unwin, 1968, p.mwajm mwajq136.
cite-note-time-22. mwajg(mwajkmwajoEN) Daniel Dennett, mwajsmwajwLudwig Wittgenstein: Philosopher, in mwaj0mwaj4Time, 29 marzo 1999 mwaj8(archiviato dall'mwakaurl originale il 16 ottobre 2007).
cite-note-33. citerefsep-wittgenstein(mwakqmwakuEN) Anat Biletzki e Anat Matar, mwakymwakcLudwig Wittgenstein, in Edward N. Zalta (a cura di), mwakgmwakkStanford Encyclopedia of Philosophy, Center for the Study of Language and Information (CSLI), mwakoUniversità di Stanford, 2016.
cite-note-42. Proposizione 7.
cite-note-55. Norman Malcolm, mwaleLudwig Wittgenstein, p. 11.
cite-note-sololibri-net-66. mwalkmwalomwalsChi era Ludwig Wittgenstein, il filosofo del linguaggio, su mwalwwww.sololibri.net. mwal0URL consultato il 20 giugno 2024.
cite-note-77. mwameJohn Heaton e Judy Groves, mwamiWittgenstein, 3ªmwamm ed., Milano, Feltrinelli Editore, 2009 mwamq[1994], p.mwamu 13, mwamyISBNmwamc 978-88-07-81296-5. mwamo«A quattordici anni fu mandato in una scuola, non troppo accademica, a Linz. Era lì anche mwamsAdolf Hitler, che aveva quasi la stessa età di Ludwig.»
cite-note-88. mwam8P. Panza, mwanaWittgenstein. Un conservatore intollerante, in mwaneCorriere della Sera, 13 maggio 2005.
cite-note-99. Kimberley Cornish, mwanuThe Jew of Hitler, come citato in Davis, Douglas. "Hitler's pet hate," mwanyJerusalem Post, 20 April 1998.
cite-note-1010. mwano(mwansmwanwEN) Béla Szabados, mwan0mwan4Was Wittgenstein an Anti-Semite? The Significance of Anti-Semitism for Wittgenstein's Philosophy, in mwan8Canadian Journal of Philosophy, vol.mwaoa 29, n.mwaoe 1, 1999-03, pp.mwaoi 1-27, mwaomDOI:mwaoq10.1080/00455091.1999.10717503, mwaouISSNmwaoy 0045-5091, mwao4JSTORmwao8 mwapa40232043. mwapeURL consultato il 1º maggio 2024.
cite-note-1111. mwapuEnciclopedia generale Mondadori, Milano 2007".
cite-note-1212. Norman Malcolm, mwapkLudwig Wittgenstein, p. 19.
cite-note-1313. mwap0(mwap4mwap8EN) Elisabetta Lalumera, mwaqamwaqeUnderstanding Schizophrenia Through Wittgenstein: Empathy, Explanation, and Philosophical Clarification, Springer International Publishing, 2018, pp.mwaqi 239-254, mwaqmDOI:mwaqq10.1007/978-3-319-73993-9_15, mwaquISBNmwaqy 978-3-319-73993-9. mwaqgURL consultato il 1º maggio 2024.
cite-note-1414. mwaqw(mwaq0mwaq4EN) Rupert Read, mwaq8mwaraOn approaching schizophrenia through Wittgenstein, in mwarePhilosophical Psychology, vol.mwari 14, n.mwarm 4, 2001-12, pp.mwarq 449-475, mwaruDOI:mwary10.1080/09515080120088111. mwarcURL consultato il 1º maggio 2024.
cite-note-1515. vedi mwarsThe Big Typescript, p. 466.
cite-note-1616. mwar8Osservazioni filosofiche p. 100.
cite-note-1717. mwasmLibro blu e Libro marrone, p. 26.
cite-note-1818. mwascLibro blu e Libro marrone, p. 109.
cite-note-1919. Ivi, p. 138.
cite-note-2020. Per esempio Norman Malcolm, p. 25.
cite-note-2121. Wittgenstein, mwateRicerche filosofiche, par. 202. trad.it. Einaudi, 1957, Torino p. 109; testo tedesco in mwatiTractatus logico-philosophicus, Tagebücher, Philosophische Untersuchungen, Suhrkamp, Frankfurt am Main, 1960, p. 382.
cite-note-2222. Ricerche filosofiche, par. 293.
cite-note-2323. Si veda quest'intervista ad Aldo G. Gargani sulla mwatkcontrapposizione dicibile/indicibile nel primo Wittgenstein.
cite-note-2424. mwat0mwat4Wittgenstein (1993) ⭐ 6.9 | Biografico, Commedia, Drammatico. mwat8URL consultato il 7 marzo 2026.
cite-note-2525. mwaumLudwig Wittgenstein, mwauqTractatus Logico-Philosophicus e Quaderni 1914-1916, a cura di mwauuAmedeo Giovanni Conte, Torino, Einaudi, 1968, p.mwauy 253. mwaug«Ciò che tu vuoi dire con la proposizione apparente 'vi sono due cose' è mostrato dall'esservi due nomi che hanno significati differenti (o dall'esservi un unico nome che può avere due significati).»
cite-note-2626. mwauwTractatus logico-philosophicus, 4.442.
cite-note-0-2727. mwavyCristiano Martorella, mwavcAffinità fra il Buddhismo Zen e la filosofia di Wittgenstein, in mwavgQuaderni Asiatici, n.mwavk 63, marzo 2003, pp.mwavo 91-99.

Bibliografia

• Erik Stenius, mwav4Wittgenstein's Tractatus. A Critical Exposition, Blackwell, Oxford 1960.
• Gertrude Elizabeth Margaret Anscombe, mwawaIntroduzione al 'Tractatus' di Wittgenstein, Ubaldini, Roma 1966.
• Max Black, mwawiManuale per il 'Tractatus' di Wittgenstein, Ubaldini, Roma 1967.
• Justus Hartnack, mwawqWittgenstein e la filosofia moderna, Il Saggiatore, Milano, 1967.
• Emanuele Riverso, mwawyIl pensiero di Ludovico Wittgenstein, Libreria Scientifica Editrice, Napoli 1970.mwawc2
• mwawkDiego Marconi, mwawoIl mito del linguaggio scientifico: studio su Wittgenstein, Mursia, Milano, 1971.
• Giovanni Piana, mwawwInterpretazione del 'Tractatus' di Wittgenstein, Il Saggiatore, Milano 1975.
• Robert J. Fogelin, mwaw4Wittgenstein, Routledge & Kegan Paul, London-New York 1976.
• H.O. Mounce, mwaxaWittgentein's Tractatus, Blackwell, Oxford, 1981.
• Derek L. Philips, mwaxiWittgenstein e la conoscenza scientifica: un approccio sociologico, Il Mulino, Bologna, 1981.
• Carlo Penco, mwaxqMatematica e gioco linguistico; Wittgenstein e la filosofia della matematica del '900, La Nuova Italia, 1981.
• Guido Frongia, mwaxyGuida alla letteratura su Wittgenstein, Argalia, Urbino, 1981.
• Jacques Bouveresse, mwaxgWittgenstein. Scienza, etica, estetica, Laterza, Roma-Bari, 1982.
• mwaxoAldo Gargani, mwaxsFreud Wittgenstein Musil, Shakespeare & Companny, Milano, 1982.
• mwax0Roberta De Monticelli, mwax4Dottrine dell'intelligenza. Saggio su Frege e Wittgenstein, De Donato, Bari, 1982.
• Guido Frongia, mwayaWittgenstein. Regole e sistema, Franco Angeli, Milano, 1983.
• Aldo Gargani - mwayiAmedeo Giovanni Conte - Rosaria Egidi, mwaymWittgenstein. Momenti di una critica del sapere, Guida, Napoli, 1983.
• mwayuSaul Kripke, mwayyWittgenstein su regole e linguaggio privato, Boringhieri, Torino, 1984.
• Anthony Kenny, mwaygWittgenstein, Boringhieri, Torino 1984.
• Alfred Jules Ayer, mwayoWittgenstein, Laterza, Roma-Bari, 1986.
• Diego Marconi, mwaywL'eredità di Wittgenstein, Laterza, Roma-Bari, 1987.
• mway4Norman Malcolm, mway8Ludwig Wittgenstein (1954 e 1984), tr. italiana di Bruno Oddera e Fabio Polidori, Bompiani, Milano 1988.
• Marilena Andronico - Diego Marconi - Carlo Penco, mwazeCapire Wittgenstein, Marietti, Genova, 1988.
• Italo Valent, mwazmInvito al pensiero di Wittgenstein, Mursia, Milano, 1989.
• Merrill B. Hintikka - Jaakko Hintikka, mwazuIndagine su Wittgenstein, trad. M. Alai, Il Mulino. Bologna, 1990.
• Rosaria Egidi (a cura di), mwazcWittgenstein e il novecento. Tra filosofia e psicologia, Donzelli, Roma, 1996.
• Luigi Perissinotto, mwazkWittgenstein. Una guida, Feltrinelli, Milano, 1997.
• mwazsFulvio Palmieri, mwazwWittgenstein e la grammatica, Jaca Book, Milano 1997.
• Diego Marconi, mwaz4Guida a Wittgenstein: il "Tractatus", dal "Tractatus" alle "Ricerche", matematica, regole e linguaggio privato, psicologia, certezza, forme di vita, Laterza, Bari, 1997.
• Kimberley Cornish, mwa0aThe Jew of Linz. Hitler, Wittgenstein and the Hidden Battle for Control in the 20th Century, Arrow Books, London, 1998.
• Alberto Voltolini,mwa0i Guida alla lettura delle "Ricerche filosofiche" di Wittgenstein, Laterza, Roma-Bari, 1998.
• F. A. Flowers (a cura di), mwa0qPortraits of Wittgenstein, 4 voll., Bristol Thoemmes Press, London, 1999.
• Leonardo V. Distaso, mwa0yEstetica e differenza in Wittgenstein, Carocci, Roma, 1999.
• Pasquale Frascolla, mwa0gIl Tractatus logico-philosophicus di Wittgenstein. Introduzione alla lettura, Carocci, Roma, 2000.
• Roberto Brigati, mwa0oLe ragioni e le cause. Wittgenstein e la filosofia della psicoanalisi, Quodlibet, Macerata, 2001.
• Luigina Lampacrescia, mwa0wEstetica come segno di un ordine possibile. Nuove scoperte sul <<Palais>> di Ludwig Wittgenstein architetto, Rivista di estetica 41 (17):80-108, Torino 2001.
• Sandro Soleri, mwa04Note al Tractatus logico-philosophicus di Wittgenstein, Bibliopolis, Napoli, 2003.
• Aldo Gargani, mwa1aWittgenstein: dalla verità al senso della verità, Edizioni Plus, Pisa, 2003.
• John Gibson, Wolfgang Huemer (a cura di), mwa1iThe Literary Wittgenstein, Routledge, London, 2004.
• mwa1qPierre Hadot, mwa1uWittgenstein e i limiti del linguaggio, Bollati Boringhieri, Torino, 2007.
• mwa1cPiero Niro, mwa1gLudwig Wittgenstein e la musica, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli, 2008.
• Luigi Perissinotto (a cura di), mwa1oLudwig Wittgenstein. Lezioni di Filosofia 1930-1933 annotate e commentate da George E. Moore, Mimesis, Milano, 2009.
• Luciano Bazzocchi, mwa1wL'albero del Tractatus, Mimesis, Milano, 2010.
• mwa14Alessandro Arbo, Michel Le Du, Sabine Plaud (a cura di), mwa18Wittgenstein and Aesthetics: Perspectives and Debates, Frankfurt am Main, Ontos Verlag, 2012.
• mwa2eAlessandro Arbo, mwa2iEntendre comme. Wittgenstein et l'esthétique musicale, Paris, Hermann, 2013.
• Giancarlo Petrella, mwa2qmwa2uLa rivoluzione ontologica di Wittgenstein, «Dialegesthai», anno 18 (2016).
• Luigi Perissinotto, mwa2cIntroduzione a Wittgenstein, il Mulino, Bologna, 2018.
• M. De Nicolò, M. Latini, F. Pellecchia (a cura di), mwa2kWittgenstein e la Grande guerra, Mimesis, Milano-Udine, 2021.
• Campanale, D. (1956). mwa2sStudi su Wittgenstein. Italia: Adriatica editrice.

Biografie

• mwa28Georg Henrik von Wright, mwa3aWittgenstein, Il Mulino, Bologna, 1983.
• Brian McGuinness, mwa3iYoung Ludwig: Wittgenstein's Life, 1889-1921, Duckworth, London 1988 - trad. it., mwa3mWittgenstein. Il giovane Ludwig 1889-1921, Il Saggiatore, Milano, 1990.
• Ray Monk, mwa3uLudwig Wittgenstein: the Duty of Genius, Jonathan Cape, London, 1990 - trad. it. mwa3yWittgenstein. Il dovere del genio, Bompiani, Milano, 1991.
• John Heaton, Judy Groves, mwa3gWittgenstein [graphic novel], tr. it. Bruno Amato, Feltrinelli, Milano 1995.
• Michael Nedo (a cura di), mwa3o Wittgenstein. Una biografia per immagini, Carocci, Roma 2013.

Voci correlate
Altri progetti

Altri progetti

• Wikisource
• Wikiquote
• Wikimedia Commons

• Wikisource contiene una pagina dedicata a Ludwig Wittgenstein
• Wikiquote contiene citazioni di o su Ludwig Wittgenstein
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Ludwig Wittgenstein

Collegamenti esterni

• (EN) Sito ufficiale, su wittgen-cam.ac.uk.
• citereftreccani-itWittgenstein, Ludwig Josef, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaVito A. Bellezza, WITTGENSTEIN, Ludwig Joseph, in Enciclopedia Italiana, III Appendice, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1961.
• citerefdizionario-di-filosofia-2009Wittgenstein, Ludwig Joseph, in Dizionario di filosofia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2009.
• citerefdizionario-di-filosofia-2009Wittgenstein, Ludwig Josef, in Dizionario di filosofia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2009.
• citerefenciclopedia-della-matematicaWittgenstein, in Enciclopedia della Matematica, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2013.
• citerefstoria-della-civilt-europeaElisabetta Lalumera, Ludwig Wittgenstein, in Storia della civiltà europea a cura di Umberto Eco, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2014.
• citerefbritannica-com(EN) Ray Monk, Ludwig Wittgenstein, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefinternet-encyclopedia-of-philosophy(EN) Duncan J. Richter, Wittgenstein, Ludwig, su Internet Encyclopedia of Philosophy.
• citerefstanford-encyclopedia-of-philosophy(EN) Biletzki, Anat e Matar, Anat, Ludwig Wittgenstein, su Stanford Encyclopedia of Philosophy, 8 novembre 2002.
• citerefphilosophica(ES) Ludwig Wittgenstein, su Philosophica.
• citerefbewebLudwig Wittgenstein, su BeWeb, Conferenza Episcopale Italiana.
• citerefmactutor(EN) Ludwig Wittgenstein, su MacTutor, University of St Andrews, Scotland.
• citerefmathematics-genealogy-project(EN) Ludwig Wittgenstein, su Mathematics Genealogy Project, North Dakota State University.
• citerefmlolOpere di Ludwig Wittgenstein, su MLOL, Horizons Unlimited.
• citerefopen-library(EN) Opere di Ludwig Wittgenstein, su Open Library, Internet Archive.
• citereflibrivox(EN) Audiolibri di Ludwig Wittgenstein, su LibriVox.
• citerefpers-e(FR) Pubblicazioni di Ludwig Wittgenstein, su Persée, Ministère de l'Enseignement supérieur, de la Recherche et de l'Innovation.
• citerefopen-library(EN) Opere riguardanti Ludwig Wittgenstein (1889-1951) / perrson Ludwig Wittgenstein / Ludwig Wittgenstein / Wittgenstein, ludwig, 1889-1951, su Open Library, Internet Archive.
• citerefgoodreads(EN) Ludwig Wittgenstein, su Goodreads.
• (EN) Spartiti o libretti di Ludwig Wittgenstein, su International Music Score Library Project, Project Petrucci LLC.
• (EN) Ludwig Wittgenstein, su Comic Vine, Fandom.
• (EN) Ludwig Wittgenstein, su IMDb, IMDb.com.
• mwa4u(EN) The Ludwig Wittgenstein Project, su wittgensteinproject.org.
• mwa4c(EN) Società Austriaca Ludwig Wittgenstein, su alws.at.
• mwa4k(EN) Internationale Ludwig WIttgenstein Society, su ilwg.eu.
• mwa4sPercorso tematico su Ludwig Wittgenstein, su emsf.rai.it. URL consultato il 5 maggio 2019 (archiviato dall'url originale il 20 luglio 2018).
• mwa40Sandro Soleri, Note al Tractatus logico-philosophicus, su swif.uniba.it (archiviato dall'url originale il 16 maggio 2007).
• mwa48(EN, DE) mwa5aPhiloSURFical, software online per l'apprendimento del Tractatus, su philosurfical.open.ac.uk. Il testo è disponibile nella versione originale tedesca e nelle due principali traduzioni inglesi (Ogden & Pears-McGuinness)
• mwa5i(EN, DE) Tractatus Logico-Philosophicus (in Tedesco e in Inglese), su kfs.org.
• mwa5q(IT, EN, DE) Tractatus Logico-Philosophicus (in Italiano, Tedesco e Inglese), su bazzocchi.net.
• mwa5yRiassunto del pensiero di Wittgenstein, su lovatti.eu. di Elena Induni
• mwa5gIntervista a David Pears sull'evoluzione del pensiero di Wittgenstein dall'Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche, su conoscenza.rai.it.
• mwa5oApprofondimento sulla casa per la sorella, su arching.wordpress.com.
• mwa5wFrancesco Rizzo, Kauffman lettore di Wittgenstein, su researchgate.net.